Premessa: dopo mesi di inattività, torno a scrivere sul mio blog, con un articolo breve ma molto tecnico.
Se usate Linux (Fedora o CentOS) e sendmail e la vostra macchina non ha un nome registrato in un DNS pubblico, avrete grosse difficoltà a spedire e-mail da quella macchina. Questo perché i server SMTP pubblici generalmente rifiutano e-mail spedite da server con nomi di dominio non validi. La soluzione è istruire sendmail a presentarsi con un nome valido. Scegliete quindi un nome di dominio valido (che deve essere quindi registrato in un DNS pubblico) e aggiungete la seguente riga nei file /etc/mail/sendmail.mc e /etc/mail/submit.mc:
define(`confDOMAIN_NAME', `miodominio.it')dnl
Effettuate quindi il restart del servizio sendmail:
service sendmail restart
Il restart del servizio si occuperà anche di rigenerare i rispettivi sendmail.cf e submit.cf, purché abbiate installato il modulo sendmail-cf.
Mi accingevo a registrarmi su un noto sito italiano che offre la compilazione online del modello 730 ed ecco la lista dei requisiti hardware e software richiesti
Il requisito curioso è decisamente Google Chrome (consigliato). Chrome è un prodotto giovane ed è strano che sia il browser consigliato.
Ma la vera chicca è la nota Internet Explorer non è al momento supportato.
ROMA – Silvio Berlusconi, ospite di Maurizio Belpietro a Panorama del giorno su Canale5, ripete di non aver “mai attaccato né il Capo il Stato né la Costituzione” a proposito del decreto, poi ritirato, sul caso Englaro. “Non c’è niente di più falso – afferma il premier – ho una cordialità di rapporti con Napolitano e il presidente del Consiglio non ha alcun interesse” a che questo rapporto con il Capo dello stato si incrini.
Nulla di strano, sta solo applicando la tecnica del Bispensiero:
Raccontare deliberatamente menzogne ed allo stesso tempo crederci davvero, dimenticare ogni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta che ciò si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall’oblio per tutto il tempo che serva, negare l’esistenza di una realtà oggettiva e al tempo stesso prendere atto di quella stessa realtà che si nega, tutto ciò è assolutamente indispensabile.
Il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche ora in discussione alla commissione Giustizia della Camera, prevede “il dovere di astensione e il conseguente obbligo di sostituzione del magistrato che riceve l’iscrizione nel registro di reato a seguito della denuncia da parte di una delle persone che sta indagando“. Ciò significa che una persona indagata può bloccare il giudice che sta indagando su di lui con una semplice denuncia. Di fatto, ogni indagato potrà rifiutare il giudice. Una cosa inaudita e che mi ha fatto tornare in mente Corrado Guzzanti e il suo personaggio mafioso a cui non piacevano i giudici che lo stavano giudicando: