Fedora Linux muove Wikipedia
Martedì, 13 Febbraio 2007I server che fanno funzionare Wikipedia sono centinaia, sono praticamente tutti con Linux e la maggior parte di loro monta Fedora Core. Chissà cosa ne pensa felipe.
I server che fanno funzionare Wikipedia sono centinaia, sono praticamente tutti con Linux e la maggior parte di loro monta Fedora Core. Chissà cosa ne pensa felipe.
Alcuni volenterosi hanno deciso di raccogliere delle statistiche sull’hardware utilizzato nelle installazioni di Fedora. Chi vuole contribuire alla raccolta non deve far altro che installare il pacchetto smolt, in questo modo:
[root@malex ~]# yum install smolt
Una volta installato, è sufficiente eseguire il comando smoltSendProfile, che invierà i dati sulla vostra configurazione hardware e la versione di Linux usata:
[malex@malex ~]$ smoltSendProfile
Alcune curiosità dai primi dati raccolti:
Ho assistito l’amico Peter nell’installazione di Fedora Core 6 su un IBM Thinkpad R52. E’ stata un delle installazioni più semplici che abbia mai visto. Tutto liscio, senza intoppi.
Oltre all’installazione standard abbiamo solo dovuto installare il firmware per la Intel PRO/Wireless 2200BG, disponibile sul repository livna, in questo modo:
[root@linux ~]# rpm -ivh rpm -ivh http://rpm.livna.org/livna-release-6.rpm [root@linux ~]# yum install ipw2000-firmware
Anche se non necessario, abbiamo anche installato i driver nativi per la scheda grafica ATI Mobility Radon X300, così da attivare gli effetti 3D di Compiz, prelevandoli sempre dal repository livna:
[root@linux ~]# yum install kmod-fglrx xorg-x11-drv-fglrx [root@linux ~]# ati-fglrx-config-display enable
Ultima chicca: premendo il pulsante della tastiera con il simbolo del bluetooth, si attiva l’apposita icona nel pannello di gnome. ![]()
Avevo pensato di installare Ubuntu 6.10 sul portatile, in sostituzione del Fedora Core 6. Ma prima di fare il grande passo ho fatto un po’ di pratica con vmware. Ebbene, mi sono accorto che Ubuntu 6.10 ha il kernel 2.6.17, mentre la mia Fedora ha la 2.6.18. Questo significa che non posso far funzionare l’adattatore wifi Digicom USB Wave 54, il cui driver è stato incluso nel kernel solo dalla 2.6.18.
Pazienza, passaggio rimandato, intanto continuo con vmware.
L’amico Peter ha acquistato un controller USB MIDI, una tastiera musicale, precisamente una M-AUDIO Keystation 49e. Ha una tastiera da 49 tasti, sensibili al tocco. E’ dotato di interfacce midi e usb e può essere alimentato via usb o con apposito alimentatore. Dispone anche di una presa per il pedale del sustain. Peter è stato così gentile da farmela provare con Linux.
L’ho connessa al mio portatile ed è stata immediatamente riconosciuta da Fedora Core 6. Ho poi installato Rosegarden, un sequencer midi e audio, nonché editor di spartiti. E’ considerato l’equivalente di Cubase per Linux. L’ho installato con yum:
yum install rosegarden
Rosegarden ha subito riconosciuto la tastiera come dispositivo di ingresso midi. Purtroppo non riuscivo a sentire alcun suono, anche se riuscivo a registrare quello che suonavo con la tastiera. Dopo alcune ricerche ho scoperto che mi serviva un sintetizzatore software. Ho optato per con timidity++. L’ho installato e lanciato in questo modo:
yum install timidity++ timidity -iA -Os -B2,8 --reverb 0 --realtime-priority 1
Dopo aver lanciato timidity, Rosegarden l’ha riconosciuto come dispositivo midi di output ed ho potuto finalmente suonare la tastiera.