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	<title>Commenti a: Inutili misure antiterrorismo</title>
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		<title>Di: malex</title>
		<link>http://www.malex.org/archives/2008/08/inutili-misure-antiterrorismo/comment-page-1/#comment-36895</link>
		<dc:creator>malex</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 08:31:54 +0000</pubDate>
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		<description>@Aldo
L&#039;articolo della newsletter contiene un sacco di suggerimenti utili. Il mio preferito è: &quot;La miglior difesa, pertanto, è di ripulire il portatile. Un agente di frontiera non può leggere quel che non avete&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Aldo<br />
L&#8217;articolo della newsletter contiene un sacco di suggerimenti utili. Il mio preferito è: &#8220;La miglior difesa, pertanto, è di ripulire il portatile. Un agente di frontiera non può leggere quel che non avete&#8221;.</p>
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		<title>Di: Aldo</title>
		<link>http://www.malex.org/archives/2008/08/inutili-misure-antiterrorismo/comment-page-1/#comment-36784</link>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 21:39:37 +0000</pubDate>
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		<description>No di certo: il terrorista non viaggia col suo portatile appresso. Tutto questo comporta solo fastidi per la gente perbene.
È obbligatorio, direi, cifrare i propri dati sensibili, a maggior ragione se li si tiene in un portatile. Pensa a dei documenti o a delle foto che riguardano il proprio stato di salute: è assolutamente fastidioso che vengano visti da gente che non sia il proprio medico.
O pensa a progetti o disegni aziendali assolutamente riservati: nessuno deve poterne entrare in possesso.

Certo, se ci si trova alla frontiera e ci viene chiesto, durante la perquisizione, di aprire il disco cifrato con TrueCrypt (o con PGPDisk), noi dobbiamo aprirlo. Ma un aiuto viene senz&#039;altro dalla funzionalità del disco cifrato, nascosto dentro un altro disco cifrato. Quello nascosto non è rilevabile in alcun modo e non c&#039;è alcuna prova della sua esistenza. Se poi alla frontiera ci trattengono il disco o tutto il pc, avremo perso magari un pezzo di hardware, ma i dati all&#039;interno saranno al sicuro. Sempre che abbiamo preventivamente una copia di backup a casa.

Ti chiedevi quale efficacia potesse avere questo modo di fare. Nessuna, come ben si può intuire. Tra l&#039;altro, come ho appreso, agli investigatori non interessa decifrare i messaggi o i file criptati (ben sapendo che oggi è praticamente impossibile decifrarli se le misure precauzionali per una corretta cifratura sono state tutte prese), quanto intercettarli per capire da dove provengano. E in effetti questo dovrebbe essere il corretto approccio.

Come ho già fatto nel mio blog, puoi leggere la newsletter di Bruce Schneier (&lt;a href=&quot;http://www.schneier.com/crypto-gram.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.schneier.com/crypto-gram.html&lt;/a&gt;), che trovi anche tradotta in italiano. In particolare, nel numero di giugno 2008 (&lt;a href=&quot;http://www.cryptogram.it/cryptogram.php&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.cryptogram.it/cryptogram.php&lt;/a&gt;) trovi un articolo dedicato proprio all&#039;argomento di questo tuo post.

Ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No di certo: il terrorista non viaggia col suo portatile appresso. Tutto questo comporta solo fastidi per la gente perbene.<br />
È obbligatorio, direi, cifrare i propri dati sensibili, a maggior ragione se li si tiene in un portatile. Pensa a dei documenti o a delle foto che riguardano il proprio stato di salute: è assolutamente fastidioso che vengano visti da gente che non sia il proprio medico.<br />
O pensa a progetti o disegni aziendali assolutamente riservati: nessuno deve poterne entrare in possesso.</p>
<p>Certo, se ci si trova alla frontiera e ci viene chiesto, durante la perquisizione, di aprire il disco cifrato con TrueCrypt (o con PGPDisk), noi dobbiamo aprirlo. Ma un aiuto viene senz&#8217;altro dalla funzionalità del disco cifrato, nascosto dentro un altro disco cifrato. Quello nascosto non è rilevabile in alcun modo e non c&#8217;è alcuna prova della sua esistenza. Se poi alla frontiera ci trattengono il disco o tutto il pc, avremo perso magari un pezzo di hardware, ma i dati all&#8217;interno saranno al sicuro. Sempre che abbiamo preventivamente una copia di backup a casa.</p>
<p>Ti chiedevi quale efficacia potesse avere questo modo di fare. Nessuna, come ben si può intuire. Tra l&#8217;altro, come ho appreso, agli investigatori non interessa decifrare i messaggi o i file criptati (ben sapendo che oggi è praticamente impossibile decifrarli se le misure precauzionali per una corretta cifratura sono state tutte prese), quanto intercettarli per capire da dove provengano. E in effetti questo dovrebbe essere il corretto approccio.</p>
<p>Come ho già fatto nel mio blog, puoi leggere la newsletter di Bruce Schneier (<a href="http://www.schneier.com/crypto-gram.html" rel="nofollow">http://www.schneier.com/crypto-gram.html</a>), che trovi anche tradotta in italiano. In particolare, nel numero di giugno 2008 (<a href="http://www.cryptogram.it/cryptogram.php" rel="nofollow">http://www.cryptogram.it/cryptogram.php</a>) trovi un articolo dedicato proprio all&#8217;argomento di questo tuo post.</p>
<p>Ciao.</p>
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