Io, Ch. e le Coccole Tecnologiche
Sabato.
Nella sera tedesca, quando nel palazzo oramai niente più si muove,
solo il ticchettio delle mie dita sui tasti sulla tastiera del computer…
- Sono un’iPhone… -
Ch. mi si avvicina da dietro, mi accarezza la guancia e piano all’orecchio:
- Sono un’iPhone… -
Occhi sgranati, mi giro a guardarla e vedo due occhi bellissimi e bricconi
che mi sorridono.
- Come? – le chiedo.
- Sono un’iPhone, il tuo iPhone…, perchè non mi “tocchi” come fai con lui? -
Quando vuole, lei sa come chiedermi le cose. La conversazione è finita…
Domenica.
Oggi il sole è alto come non si vedeva da tempo. Un bel pomeriggio per farsi
una passeggiata intorno al lago e poi scendere alla baekerei a prendere una
fetta di torta. Il monitor mi illumina il volto e il bianco pallido contrasta
con il giallo della luce che filtra dalle tende.
Ch., annoiata:
- Hai finito con quella cabina? -
- Quale? -
- Quell’aggeggio ha cui dedichi tutte le tue attenzioni! – accigliata.
- L’iPhone? – chiedo.
- Quella cabina, sì! – scocciata.
- Ora chiudo, e usciamo… – prometto.
Il sole basso penetra tra gli alberi e lancia lunghe ombre sui nostri passi.
Molto romantico.
Lunedì.
- Finalmente soli… – Ch. è appena uscita per andare a lavoro.
Con delicatezza e con affetto, un panno di pelle di daino in mano, pulisco le
ditate sul lucido logo della mela morsicchiata del mio iPhone…
